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ABUSIVI: QUALI REGOLE PER CHI OCCUPA?

E’ stata al centro della polemica istituzionale della settimana scorsa la questione degli abusivi nelle case popolari. Occupare per necessità non è un reato, o meglio, non è un reato che porterà allo sgombero: questa la posizione dell’assessore alla Casa, Lucia Castellano, pesantemente criticata dalle opposizioni per aver preso una posizione considerata vicina a quella dei centri sociali. L’assessore ha annunciando la costituzione a fine ottobre di una commissione che si occuperà di “valutare lo stato di necessità degli occupanti abusivi, così da predisporre, nei casi che ne abbiano i requisiti, percorsi di accompagnamento sociale diversi dal mero sgombero (come previsto dalla legge)”. Una linea coraggiosa, quella della Castellano, che dovrà inevitabilmente affrontare la prova dei fatti. Ma come valuterà i singoli casi la commissione? Abbiamo chiesto l’opinione di Laura Boj, del comitato abusivi di Niguarda: “ Quello che noi chiederemo – ci dice – è che vengano considerate non solo le situazioni più gravi, come quelle delle ragazze madri e degli handicappati. Faccio un esempio – continua – un padre separato che prende 12000 euro al mese con 600 euro di alimenti da dare alla moglie, non può permettersi una casa di edilizia privata. Noi chiediamo che anche persone come lui vengano giudicati idonei all’assegnazione dell’accompagnamento sociale”. L’altro argomento caldo è quello legato al debito: “Naturalmente – ci spiega la paladina degli occupanti di Niguarda – quando la situazione verrà regolarizzata gli occupanti dovranno pagare spese condominiali ed affitti. Chiediamo che gli arretrati, i debiti vengano calcolati in base al reddito e non in base all’indennità di occupazione che è molto più alta della cifra che gli occupanti possono permettersi”. Il problema è che oltre alle esigenze degli abusivi, saranno da tener di conto quelle dei 22.000 milanesi in graduatoria per una casa popolare; coloro che usciranno dalle case comunali che fanno parte dei fondi immobiliari Milano I e II: un ingorgo di necessità, di bisogni, che richiederà soluzioni innovative ed efficaci.

Giornalista:Luca Provvedi