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CONTROTENDENZA: SE IL DESIGN E' SOLIDALE

La sedia Leggera di Giò Ponti costa più di 1000 euro, e se la possono permettere davvero in pochi. Per non parlare della Barcelona di Mies Van Der Rohe o di altri poltrone e poltroncine che solo chi ha un certo conto corrente si può permettere. Contro questa tendenza secondo la quale progettisti e designer indirizzano i propri sforzi solo su quel 10% di persone che appartiene ai paesi ricchi, arriva Hispaniola - Design per la solidarietà. Il progetto coinvolge dieci designer nella progettazione di arredi, in particolare banchi, per le strutture scolastiche, le così dette “escuelitas”, create e gestite dalla ONG dominicana OnéRespé in aree di forte degrado della Repubblica Dominicana, che ospitano ogni anno centinaia di bambini dominicani e haitiani. Il progetto sociale di cooperazione e sviluppo tra Italia, Repubblica Dominicana e Haiti, grazie all'Associazione ColorEsperanza finanziato da Fondazione Cariplo, vuole tornare alle origini del design, ovvero migliorare la vita della gente, tutta la gente. Da un’idea dell’architetto e designer Claudio Larcher, la mostra Hispaniola-Design per la solidarietà espone il lavoro dei dieci designer Matteo Ragni, Giulio Iacchetti, Lorenz-Kaz, Simone Simonelli, Claudio Larcher, Modoloco Design, Inoda-Sveje, Ubbens-Vidal, Filippo Protasoni, Garth Roberts, Donata Paruccini fra i quali sono stati selezionati da una giuria 3 progetti (Claudio Larcher, Simone Simonelli, Matteo Ragni) che verranno prodotti entro luglio.

Giornalista: Francesca Esposito
Tecnico: Laura Colombo