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LA NOSTRA VITA IN APPALTO

La nostra ormai è una vita in outsourcing. A definire così la nostra eistenza è Arlie Russell Hochschild, pluripremiata sociologa di Berkley. "The outsourced self", il senso di sé dato in appalto, è il titolo del suo nuovo libro, di cui è emblematico il sottotitolo "La vita intima ai tempi del mercato". La tesi della professoressa è la seguente: oggi si compra di tutto perché tutto è in vendita e ci sono necessità che non riescono a trovare risposta in altre forme perché il tessuto sociale è irrimediabilmente cambiato. Non ci sono quasi più una famiglia o una comunità su cui contare. Ecco allora i professionisti che pensano ed agiscono per noi, sempre più spesso a portata di mouse: agenzie online specializzate nel trovare il partner perfetto, portali per pianificare vacanze, weekend o in generale tutto il tempo libero, amministrazione casalinga sempre più esternalizzata, specialisti incaricati addirittura della cura della tomba di famiglia. L'ultima figura professionale nata in questo contesto di "outsourced self" è il "wantologo", dal verbo want, volere. Una nuova promessa della psicologia che mette in campo professionisti che aiutano a trovare ciò che cerchiamo davvero: a partire da noi stessi. Abbiamo davvero bisogno di una figura del genere? Questo è il vero interrogativo da porsi. Forse basterebbe spegnere computer, palmari, telefoni e tv per ritirarci qualche momento in silenzio con noi stessi e capire da soli chi siamo realmente, dove stiamo andando e come direzionare la nostra esistenza. Il tutto, per di più, senza spendere un centesimo.

Giornalista:SILVIA BRAMBILLA