LOMBARDIA: 1230 PROTESI AL SENO DA SOSTITUIRE
Sono 1230 le protesi mammarie a rischio, marca Pip (Poly Implant Prothese), impiantate in 62 strutture sanitarie lombarde. Le protesi prodotte dall’azienda di Jean-Claude Mas - il 72enne francese oggi in attesa di un processo per lesioni colpose - hanno fatto tremare migliaia di donne siliconate in tutto il mondo perché, quando il caso è venuto alla luce, si riteneva che fossero addirittura cancerogene. Interrogato dagli inquirenti Mas ha ammesso di aver usato un gel diverso da quello dichiarato, dimostratosi pericoloso sia per il maggior rischio di rottura delle protesi sia per le reazioni infiammatorie che può provocare, ma nessuna evidenza di «rischi cancerogeni» è emersa, come ha ribadito anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Il neoministro ha anche reso noti i dati del "censimento" sulle donne portatrici di protesi farlocca. Secondo i dati ministeriali 4.500 protesi Pip sarebbero state impiantate nei petti di donne italiane; il maggior numero nel Nord, 1.695, 1175 al Centro e 932 al Sud. Nel complesso però la fetta di mercato occupata dalle protesi dell'azienda francese è relativamente marginale: solamente il 3% delle 121.699 operazioni di mastoplastica additiva (aumento per fini estetici) e ricostruttiva (per motivi di salute) effettuate in Italia. Il servizio sanitario nazionale si farà carico della sostituzione delle protesi difettose anche nei casi in cui queste siano state impiantate per fini estetici.
Giornalista:Luca Provvedi