MA QUALE WIKILEAKS, ARRIVA ARCHILEAKS
Questa volta Julian Assange non c'entra. Non si tratta infatti di wikileaks, quanto di archileaks.com, il sito che fa parlare giovani architetti e disegnatori. Online da poco più di un mese, raccoglie le testimonianze anonime, ovviamente, di soprusi e angherie, sfruttamenti vari ed eventuali, scarsa professionalità. Il sito che è stato pensato dal giovane trentenne Sedat Bayrak, nato in Turchia, offre diverse sezioni fra cui Spagna, Inghilterra e Italia. I commenti sono di ogni tipo e non salvano nessuno. Chi va nello studio Fuckas "ecco un altro pirla che e’ andato a lavorare gratis ", sfruttiamolo un po’ anche noi” oppure "niente professionalità, solo sfruttamento. tanti stagisti e solo partite iva. Solo per curriculum vale la pena starci 3 mesi. Lui folle e tratta tutti non male, peggio! Fioccano commenti sullo studio Peia Associati dove c'è lavoro extra non retribuito, o si viene lasciati a casa senza preavviso. Lo Studio Antonio Citterio Patricia Viel? "si regge sulle “palle” della Viel che però schiavizza tutto e tutti in nome del dio denaro. orari da fabbrica e atmosfera poco social. Non sono da meno i pareri sullo Studio Boeri? Figlio di mamma' che scende a patti con il potere pur di farsi notare. Renzo Piano? Inarrivabile se non tramite raccomandazioni e bustarelle. Si salva lo studio Urquiola con orari flessibili, acqua in bottiglia, riscaldamento, aria condizionata e contratti in regola. E' da tenere presente che i commenti sono anonimi, ma fatto sta che il sito dà fastidio ai molti e ai potenti. Ma tanto lo sappiamo: la rete è democratica, ben venga la rivoluzione dei gelsomini e delle matite degli architetti.
Giornalista: FRANCESCA ESPOSITO
Tecnico:ANDREA MORLEO